talvolta ciò che cerchiamo è una linea d'orizzonte. mare e cielo sono separati da qualcosa che in fondo non c'è, eppure non si toccano. ma tu corri, rincorri il tuo orizzonte. tuffati nel tuo mare.

la verità è bellezza.

365/365 Giulio Regeni.

La verità è bellezza. 

Siamo atomi febbricitanti che tentano di risolvere i rompicapo dell'esistenza. 

Per riconoscere la verità bisogna conoscere. Conoscere il sole e i bambini. Le stelle e i baci. I conflitti e i giochi. La politica e la commedia. 

Ci sono alcuni che amano particolarmente la verità, tanto da addentrarsi nella savana, nella foresta amazzonica, nelle profondità degli oceani e nelle menti umane. Ci sono alcuni che hanno capito che per fermare una guerra è necessario conoscerla. 

Salutano casa. Prossima tappa sconosciuta. 

Sono eroi fino a quando non decidiamo di abbandonarli. Fino a quando non diventano degli Odisseo che Itaca non piange più. Fino a quando la loro morte suscita stupore e non strazio. 

In quel momento diventano degli sfruttati, richiamati da una madre terra che sola si sdegna per l'inferno in cui muoiono. Potesse farebbe piovere per giorni. Sperando di purificare gli animi e spegnere i fuochi nemici. 

Per noi è tutto dovuto. 

Una vita è bella finché non muore. 

Una realtà vale la pena di essere vista finché non è inferno. 

gioco letterario su un prato

lontano su un prato che conosci ma non ricordi c'è un'altalena che dondola come dondoli tu. qualche volta ritorno nel prato per sentire i fiori che stridono trascinando la malinconia di te. fuggi come fuggono le stelle dal sole, vergini impavide. 

quando torno nel prato l'erba straziata dai tuoi vecchi passi implora di vederti ancora, di colmare la tristezza della tua perenne assenza. i fiori oscillano lamentosi e scende un'acqua sottile che invano innaffia i ricordi profondi come ferite e bagna l'altalena che dondola come dondoli tu.  

quando mi siedo sul prato mi dimentico di pensare se sto bene o male, come se io non importassi più a me stesso, tanto il mio io è pervaso dal ricordo dilaniante di te. fuggi come fuggono le rondini al freddo, eterne intoccabili. 

intonano le cicale l'inno di morte della tua allegria, come un canto funebre che risuona nei tronchi degli alberi spogli e nudi come sei tu. qualche volta ritorno nel prato e guardo il cielo che incombe sul nostro prato. 

 

possa la malinconia sotterrarsi e il cielo riderne. il cielo, unico testimone di quello che è stato, ridente di malinconia. 

 

Breve riassunto dell'influenza avuta dalla natura nella letteratura.

sudore alla vaniglia

cos'è la nostalgia? 
nostos algos, la tristezza del non ritorno. 
un profumo, vaniglia e sudore, come si mescolano bene insieme. non si distingue più cos'è tuo e cos'è mio. distesi a guardare un cielo senza stelle. incapaci di evadere da sotto un'immensa volta pece. tornerà mai tutto questo? mi sdraio e guardo il soffitto. chi sei tu a fianco a me? perché non sudi? se non sudi come faccio a sapere se mi ami? io non so di vaniglia e tu non sai di sudore. 
cammino in una galleria d'arte. lì appoggiata al muro una tela. peggio di una donna, ti conquista in un modo inspiegabile. dove sono? c'è vento, odore di sale, vaniglia? no è vernice. la tela è profonda, senti il sudore sulla fronte: il tuo, quello del pittore e il suo. il suo sudore era così, profondo e tremendamente accattivante. via la cornice, voglio gustarmi anche gli angoli della tela, persino quelli sgualciti e scoloriti, ti rendono più bella. il disegno è semplice, le pennellate un po' spesse, ma l'insieme affascina. se mi chiami ti porto a vedere il quadro. suderemo insieme. 
sono seduto a tavola, da solo, perché non ho spazio per accogliere nessuno, figuriamoci te. eppure hai in mano una fetta di torta e hai voglia di sederti. sputi addosso alla mia superbia e ti siedi. sei spettinata ma pure mi piaci. la voracità di una bambina e l'arroganza di una serpe. hai la camicia un po' sbottonata, ma non ti illudere, bastasse questo a farmi perdere la testa non starei rimpiangendo il tuo sudore. 
ti prometto che verrò a prenderti e ti porterò a mangiare una torta migliore di questa. tanto buona che ti verrà voglia di sudare, tanto da infangare il tuo profumo di vaniglia. ma dove sei ora? anzi dove sono io? dovrei alzarmi e venirti a prendere, invece sono sdraiato a guardare il soffitto. il nostro cielo senza stelle, la nostra tela, la tua camicia e una fetta di torta. suda per me, voglio sentire che mi ami davvero. ma tu non ci sei, non tornerai, nemmeno per la miglior fetta di torta. 
sento il tuo profumo di vaniglia e piango per il non ritorno. lacrime di acqua e sale peggio del mare. fanculo nostos algos, posso avere tutto ma voglio avere te. 
l'odore di una persona non si dimentica e tu ti ricorderai come sudare per me e coprire il tuo profumo di vaniglia.

22:43

"perché nascondi a te stesso delle verità pur di lasciarle lì dove sono? non vorrai dirmi che non ti sei accorto che tuo padre fuma? oh sì tutte le sere alle 22:43 esce a portare fuori il cane con una camel in tasca. chissà perché; sarà perché tua madre ha deciso di concedersi all'idraulico? sì dai hai capito di chi parlo, quello con i pantaloni a righe blu e nere. 
perché la tua famiglia si sta sfaldando come un foglio di carta in acqua? anche questo non è un gran mistero: tuo zio da tre mesi affitta una camera di un motel per lui e svetlana, ti ricordo che svetlana è più giovane di tua cugina. a proposito di tua cugina marta, sai che non è mica in comunità perché è troppo sensibile? hai visto come è diventata a ritmo di pastiglie blu e gialle? è fortunata se arriva ai trentacinque anni. 
è inutile che fingi di non vedere il ragazzo del terzo piano che picchia la sua fidanzata. non sono fatti tuoi? eh è qui che ti sbagli, dov'è finito il cavaliere che è in te? l'hai perso quando pamela ti ha lasciato? potevi riconquistarla se volevi, bastava che la smettessi di metterla sempre al secondo posto. d'altro canto cos'hai ora? una foto di pamela nel portafoglio che fingi di non trovare. 
mi piace quando ti domandi che fine abbia fatto achille. fedeli amici al liceo, compagni di avventure che non si sarebbero mai separati. e poi? poi i giorni passano e le cose cambiano; perché non lo chiami ora? tra poco è il suo compleanno potrebbe fargli piacere. 
perché fai sempre la spesa alla stessa ora anche se sai che c'è un mucchio di gente al reparto frutta e verdura? a te serve una ragione per lamentarti: <<lasciate libero il reparto, disgraziati amanti dei carboidrati>>. 
dove ti ha condotto questo nascondere la verità? sei forse libero? ora no, ma vent'anni fa pensavi che lo saresti stato. perché non hai ammesso che tuo padre, ogni giorno alle 22:43 fumava una camel quando portava giù il cane?"