talvolta ciò che cerchiamo è una linea d'orizzonte. mare e cielo sono separati da qualcosa che in fondo non c'è, eppure non si toccano. ma tu corri, rincorri il tuo orizzonte. tuffati nel tuo mare.

t

sottosopra e senza se

sei nato inaspettato

come la pioggia che scende a valle

sei nato senza storia sulle spalle

 

nel salotto signorile

sciupata dal sentore dell'amore

se l'avesse sciupata quella sera

saresti forse nato in primavera?

 

sentendo il soffio settembrino

seduto su una sedia

consumato dall'attesa

ti domandi se la vita

 

sia un sospiro o una tragedia

dolore ed ego

apri la finestra. 

apri la finestra che voglio urlare al mondo l'indicibile vanità dell'aversi. apri la finestra che possa la strada essere la mia platea, il mio sogno e la mia condanna. apri la finestra e lascia che il freddo invernale stemperi la passione, lascia che si arrotoli sui sensi di colpa e li faccia navigare sopra il mio ansimare. 

apri la finestra per distruggere l'illusione della stanza, la futile convinzione che esista l'eterno. fatti illuminare dal sole e perisci con il vento, consumati di fronte al mio dolore. 

mentre raccolgo da terra le carte sparse della triste briscola della vita apri la finestra, permetti alle brezze lemuri di illudermi che ci sia un destino. avvicinati e annullati nel mio sguardo, fammi sentire colpevole della tua partenza e nasconditi dove non potrei mai cercarti. 

apri la finestra che io possa urlare cos'è la libertà, che io possa deridere le rondini che fuggono e i pesci che nuotano quando la felicità è nella stanza. quando tu sei nella stanza. 

apri la finestra e lascia che io sputi sui visi curiosi che mi credono pazza. lascia che entrino i pensieri repressi e si accoppino con i tuoi sospiri di piacere. 

 

apri la finestra anche se la finestra forse non c'è. apri la finestra perché del mio dolore e del tuo ego la stanza è piena. apri la finestra e sii la mia finestra. 

 

facilità d'illusione

voglio
quello che non ho. 
ma se volessi
ciò che già ho
sarebbe più facile. 
potessi coglierti come un fiore
all'ennesima occasione.

nella danza dell'assenza
mi porgi la mano
che non c'è ma
io vorrei.

o tu insensato ingombrante
come ciottoli nel fiume
solletichi
il mio fondo.

contro i muri dei miei pensieri
martello il viso
tuo,
mentre accarezzo
ciò che vorrei:
il mio arto fantasma.

la bambina che cade

la pioggia bambina

scende scrosciando 

e copre la voglia di infanzia

delle anime giovani. 

 

la pioggia bambina

cade stonando

sulle note del ricordo

dei giocattoli spenti. 

 

la pioggia bambina

si abbandona infuriando 

e sovrasta i gemiti di chi

ha scelto gli adulti per gioco. 

no(tturno)

quando scende il sole

sugli uomini del mondo

e arriva la notte

a mangiare le vite,

fammi bere la bellezza

nascosta tra le ossa

degli addormentati. 

 

strappami gli occhi

di pianto

dall'antro

vuoto di ricordi. 

colpiscimi a terra

o mia bella

bendata di raso e, insoddisfatta,

curami il cuore. 

 

nelle pene del corpo

siano gemme di pioggia

gli sputi sovrani

lontani

della tua pupilla. 

ascolta 

il rumore del dolore

sulla graticola,

o San Lorenzo del cielo

beata sorte morire di fuoco

fuoco di legno e non di donna. 

 

appendimi alla trave

del tempo perduto

un minuto

di profondo silenzio

e lasciami stare

nell'agonia di stelle

a mangiare vuoto. 

soffro piano

forte

sulle note dei lamenti. 

 

quando sale la luna

rintoccano

le torture notturne,

avvolgimi nel fango

che piango

al pensiero di vivere

 

ancora. 

leggimi.

eccomi. 
 
sono appollaiato sui davanzali delle camere da letto. quando guardi la schiena nuda di un estraneo che conosci troppo bene. 
tra lenzuola e sospiri, digrigni i denti e ti fai tentare dalla solitudine dei morti. 
intanto osservo la scena e rido. 
 
sono seduto sul pavimento durante un parto. vedo i tuoi occhi pervasi dall'invidia per la vita che s'annida tra le gambe di quella meretrice. voi uomini avete costruito imperi, eppure mai generato una creatura viva. 
intanto osservo la scena e rido. 
 
sono sdraiato sul ponte di una nave. una nave che ti riporta a casa, nel fetore della tua esistenza. l'america a te non è bastata a salvarti. sento che batti il piede sul ponte augurando il peggio all'universo intero. 
intanto osservo la scena e rido. 
 
sono lì con te in macchina. mentre aspetti in silenzio di vederla passare. lei con le gambe lunghe, i capelli corti e lui al braccio. trattieni il respiro e piangi di rabbia: il male peggiore è l'insoddisfazione. 
intanto guardo la scena e rido. 
 
sono sulla porta di un'aula di tribunale. mentre tu accusato hai smesso di parlare, mentre guardi il boia che ti manderà all'attesa eterno. rifletti su come avresti potuto agire senza essere visto. ti mangi la bile. 
intanto guardo la scena e rido. 
 
eccomi. 
sono il rancore. 
pensi io sia un ricordo lontano. 
pensi io sia un sentimento raro. 
pensi di potermi sfuggire. 
ma 
se stai in silenzio
senti il mio agire
continuo
sommesso.
 

19 marzo

carne della mia carne. 

è come correre in macchina e non poter tirare il freno a mano. 

è come svuotare il mare in una giornata di pioggia. 

è come avere sonno e non potersi addormentare. 

è come dover respirare piano quando si è felici. 

è come guardare le stelle da una finestra chiusa.

 

è sapere che per strada, di notte, 

potresti incontrare una persona 

talmente simile a te

da poter scambiarti gli organi

e funzionare lo stesso. 

talmente vicino 

che nemmeno la perfezione del tuo corpo

potrebbe accorgersi della differenza. 

 

è sapere di camminare su un filo

teso

ma avere qualcuno sotto

che nell'abisso della vita

è pronto a prenderti. 

 

è sapere che negli anni

ci sarà sempre qualcuno 

che ti guarderà con gli stessi occhi

mentre ti addormenti 

senza profumo

con tanta tristezza addosso. 

 

quando mi hai detto

a vederti mangiare una torta, 

sono più felice

che se la mangiassi io

ho capito che ti ho perdonato 

anche senza scuse

ho capito che sei nei miei pensieri

anche se non mi accompagnerai all'altare

ho capito che sei mio padre 

anche se non ci sei. 

 

sei un'assenza ingiustificata. 

un mare senza sale. 

un addio senza pianto. 

un sole che non scalda. 

 

maratona notturna

corro di notte. 

corro senza scarpe e senza età. 

corro di notte inciampando nei miei sbagli, scavalcando il passato. infiammo la tristezza dei rimpianti. 

corro di notte fino alle rive del lago, fino a bagnarmi i piedi nelle acque fredde. rinnego il mio egoismo e la mia voglia di sesso. 

corro di notte fino alle montagne, fino a piangere di solitudine. strappo dalle mie vesti ogni ambizione di successo. 

passano i giorni e il sole mi brucia la pelle, mi rende scuro come i miei pensieri, mi ricorda quanto forte possa ardere uno solo. 

passano le notti e il tetro cielo mi possiede, mi avvolge come la malinconia, mi ricorda i volti che non voglio vedere. 

corro di notte fino ai deserti affamati, fino a ridere di me. lacero questo corpo presuntuoso e annichilente. 

corro di notte fino ai precipizi del pensiero, fino a scordarmi il mio nome e a urlare forte il tuo. 

corro di notte fino al mare scuro, fino a piangere un oceano di lacrime e berlo piano piano. strepito sulla sabbia nell'ansia di averti. 

 

corro di notte per perdere la strada. 

corro di notte per scappare da te. 

corro di notte ma il mondo e tondo. 

corro e più mi allontano più sto tornando. 

per te

busso al costato

di un uomo

e risuonano i pugni

fin dentro la cassa,

supino su un letto

di pianti e sorprese

attendi il mio ingresso. 

battono le mie mani

pregando di varcare la soglia

di pelle e distanza,

guaiscono graffiando il petto

chiedendo un riparo 

dall'indifferenza. 

la melodia del gemito

si confonde tra i sussulti

di un costato per troppo tempo

solo e immobile. 

pioggia

pensavo che arrivassi come la pioggia,

pensavo che bastasse sacrificare una manciata di minuti

o forse ore

o forse anche giorni

e saresti arrivato. 

pensavo che come passano i treni,

come passa la pioggia e poi va via,

come passa la malinconia,

così anche tu saresti passato. 

e non mi sarebbe più interessato 

se fosse un ritorno

un addio

un rimpatrio

un arrivederci 

un rientro 

o una coincidenza di fati e casi. 

pensavo che mi avresti trovato interessante 

come un filo d'erba rugiadoso

come una nuvola passeggera. 

pensavo che arrivassi come la pioggia,

eppure è siccità nel mio cuore

eppure guardo il cielo immobile

e spero in un diluvio che mi distruggerà.

scrivilo se hai il coraggio

scrivilo sui muri che non mi ami. 
inviami fiori morti e rose appassite. 
vai alle mostre. solo. 
sotto i mari o sopra i monti seppellisci la mia foto. 
scrivimi un epitaffio per ricordarmi che non ti interessa il mio respiro. 
compra due biglietti per il teatro e perdine uno per strada. 
regalami un metronomo per regolarizzare il battito del cuore, che possa suonare stanco come le campane della chiesa che mi piace tanto dove non entrerai mai.
risparmia le mie ferite: spargi sale nell'acqua. 
fammi sentire la tua voce. lontana. 
tatuami senza inchiostro il tuo nome presuntuoso. 
inviami poesie vuote. 
odiami con tutto l'affetto del tuo corpo. 
ignorami di giorno e pensami di notte. 
urlami che domani mi amerai.

peccato del grembo.

terra umida di attesa

mare epidermico di speranze illuse

vana cornice di passione

grembo vuoto. 

 

ghiaccio in respiro

collina scura solitaria

ansa di un fiume prosciugato

grembo vuoto. 

 

Dio 

dall'alto dei mondi, riempi

questo grembo solo

unico lembo di carne 

ancora libero dal peccato. 

D(io)

Ma se anche non esistesse Dio,
se'l pane fosse pane e'l vino vino,
se non ci fosse volere o destino, 
se al centro del mondo ci fossi io, 
 
forse forse Dio lo inventerei. 
Per avere qualcuno a cui urlare
mondo uomini tristezza e catrame,
sogni tuoi e incubi miei.
 
Chissà se ci sia Dio da qualche parte, 
magari è un triste giocatore
che guarda passare stagioni e ore
mescolando tra mani unte le carte.
 
Ho bisogno di qualcuno
a cui imputare le colpe 
che sia la mia terra d'oltralpe
il mio luogo lontano e opportuno.

perché che saltano in aria

eppure mi chiedo dove sia il perché. 
un perché che striscia sul nostro mondo. un perché che insegue invano la morte tentando di darle un senso. un perché di cui tutti si riempiono la bocca. un perché che non ha più le forze. o forse non le ha mai avute. 
dov'è il perché?

morire sull'asfalto freddo di berlino. 
morire in una sera di dicembre. 
morire con a fianco la propria mamma. 
morire con in mano un regalo. un regalo che non era per una persona in particolare, l'avevi preso giusto perché ti piaceva. 
morire guardando le luci e non capire nulla. 
morire senza un assassino che ti regala l'ultimo sguardo. 
morire senza aver visto la sabbia fine. 
morire per un secondo. 
morire come muore un insetto. 
perché?
dov'è il perché?

morire nel mare profondo. 
morire un martedì pomeriggio. 
morire in un luogo meraviglioso e spaventoso. 
morire con a fianco gli occhi più belli. 
morire su un barcone che non è mio e non è tuo. pregando di arrivare presto lontano. 
morire con nella mano stretta un po' di sabbia. 
sabbia di casa. 
morire senza un dio da imprecare. 
morire senza aver visto le montagne. 
morire per un'onda. un'onda che piange mentre ti avvolge e sommerge. 
morire come muore un sogno. 
perché? 
dov'è il perché?

morire al cinema. 
morire senza conoscere il finale della storia. secondo me alla fine si baciavano. 
morire con a fianco uno sconosciuto. 
morire senza aver finito i popcorn. 
morire lontano da casa. 
morire senza avere una moglie. 
morire per uno sparo sporco. 
morire come muore il tempo. 
perché? 
dov'è il perché?

morire sotto un tetto. 
che forse un tetto non è. 
morire in assedio. 
morire senza aver smesso di piangere. 
morire con a fianco nessuno. un nessuno duro come l'acciaio. 
morire avendo finito le lacrime. perché anche le lacrime finiscono. 
morire senza speranza. 
morire come muore un fiore. 
perché? 
dov'è il perché?

io mi chiedo dove sia il perché. 
io mi chiedo dove sia finito. se il perché non è in città, in mare, al cinema o sotto un tetto. se non è a berlino, a lampedusa, a parigi o ad aleppo. se non è nascosto nelle tue mani. se non è che sono io che non lo vedo. 
forse è perché un perché non c'è. 
forse il nostro mondo strano ha perso il perché. 
ma allora io mi chiedo se tutti muoiono senza un perché, perché muoiono? 
un mondo che ha perso il perché forse non è più tanto un mondo.
eppure spero ci sia un perché.

te.

ti ho aspettato fuori da scuola
con la pioggia e con il sole
ho aspettato che uscissi con un libro e un sorriso in mano,
come un bambino
che attende
di giocare
ti ho aspettato
con la pioggia e con il sole. 
guardando le stagioni
mentre il cacciatore uccideva la preda
io ero lì
invano. 
ti ho aspettato
come un marinaio
che stremato osserva l'orizzonte 
e aspetta
il vento caldo. 
avevo in mano i tuoi occhi
che avevi dimenticato
e li guardavo
mentre ti aspettavo
e li guardavo
per convincermi che saresti tornata
a prenderli. 
ti ho aspettato 
con la pioggia e con il sole
mentre mi si consumava la pelle
e moriva mia madre. 
ti ho aspettato 
sotto la pioggia
tu forse crescevi ma io no,
io rimanevo in attesa. 
ti ho aspettato 
quando il sole splendeva
quando tu piangevi 
quando le torri crollavano. 
ti ho aspettato 
in silenzio 
ma non perché fossi solo
ma perché si trattava solo di pochi istanti, 
saresti uscita 
e saremmo andati via insieme. 
ti ho aspettato 
senza odiarti. 
ti aspetto
sussurrando una ninna nanna, 
certo che se anche questo mondo non mi lasciasse più tempo di aspettare, 
un Dio immenso colmerà la mia attesa
di te. 
di te che non sei più uscita da scuola. 
di te.

persone senza luogo

ci sono persone senza luogo,
senza un posto nella tua vita. 
persone che vivono un'altra realtà 
che guardano il sole a un'altra ora. 
eppure qualche volta ci sono. 
eppure qualche volta irrompono nel tuo quotidiano. così tanto per.

ci sono persone senza età, 
senza limiti di tempo. 
persone che ti piacciono nella loro persona,
che non prendi troppo sul serio,
che non hai riflettuto se detestare o adorare. 
persone che prendi e basta.

ci sono persone senza fine. 
persone con cui non è mai iniziato nulla
e non sai come smettere. 
persone che osservano le stelle mentre tu guardi la luna. 
persone che hai vicino. 
ma insomma lontano.

ci sono persone che arrivano come arriva l'estate. 
un po' all'improvviso e un po' che te l'aspettavi. 
persone che ti ricordano il mare. 
persone che hai lontano. 
ma insomma vicino.

 

se io fossi te

se tu fossi me

mi leggeresti

come se ti guardassi allo specchio

invece io sono io

e tu sei tu

e purtroppo non ti vedo riflesso.